Il Libro dell’Estate: il legame di due generazioni opposte

Estate. Un’isola dalla natura selvaggia al limite della Finlandia, a due passi dal mare aperto. Immaginate di passeggiare su di una spiaggia rocciosa, il vento tra i capelli e la salsedine sulle labbra. E un po’ più in là, due figure diventano sempre più distinte: una nonna e una bambina, alla ricerca di conchiglie.

Screenshot_20180722-144701_Instagram

Il Libro dell’Estate, con partecipazione di Lulù, la mia gattina nera microscopica

Così comincia, nel pieno del mese di luglio, lo spaccato di vita delle due protagoniste del romanzo di Tove Jansson, nota autrice globale finlandese. La scrittrice ci racconta con maestria il legame affettivo che avvolge due figure generazionali agli opposti. La nonna, intenta a non dimenticare la sua fanciullezza e Sofia, la nipotina, alle prese con la crescita per diventare donna. Attraverso i loro dialoghi, a volte fatti solo di gesti o sguardi, percepiamo l’amore profondo che le lega. A fare da cornice è la figura del padre, uomo dai contorni sfocati che sembra essere delineato a fatica, sempre alle prese con il suo lavoro. Non si intromette mai nel rapporto tra la madre e la figlia, rimanendo un personaggio di confine, ma di importanza vitale per la bambina.

Tutto si può trovare se si cerca e se ne ha il tempo, ovvero se si ha la possibilità di cercare; e mentre si cerca si è liberi e si trovano cose che non ci si aspettava affatto di trovare.

La piccola ha perso la madre. Non ci viene detto come, né le conseguenze generate da questa perdita. Con grande abilità però, la Jansson riesce a far entrare il lettore in contatto empatico con entrambe le figure femminili. Riusciamo perfettamente a comprendere il peso di questa mancanza nella crescita della bambina, che richiede alla nonna forse un ruolo che non è giusto ricalchi e che riserba per il padre una sacralità solida. I dialoghi tra le due sono spesso molto delicati, si intuisce sempre il vuoto lasciato dalla madre a Sofia e la sensazione di smarrimento provata dalla bambina. L’autrice dimostra un grandissimo talento nel rendere perfettamente le emozioni altrui attraverso una vita quotidiana semplice, nella quale ogni lettore può ritrovarsi.

20121015111606_Jansson2

Tove Jansson dal sito di Iperborea

Sicuramente non manca una riflessione importante sull’educazione dei bambini. La nonna risulta abbastanza saggia da lasciare a Sofia una libertà che spesso solo i nonni concedono, così da far capire alla nipote i rischi della vita e l’importanza di cavarsela con le proprie gambe. Questo tema ricorre molto nelle opere della Jansson: la necessità di far fronteggiare ai bambini stessi le difficoltà che il mondo riserva, così da poterle superare con le proprie forze.

Tutto si può trovare se si cerca e se ne ha il tempo, ovvero se si ha la possibilità di cercare; e mentre si cerca si è liberi e si trovano cose che non ci si aspettava affatto di trovare.

Da sfondo la natura selvaggia, benevola e impietosa, ancora non alterata dall’uomo, dove ogni dettaglio può fornire meraviglia. Come l’isola risulta essere impregnata di spontaneità – la crescita di fiori selvatici, una tempesta improvvisa – , anche il rapporto affettivo tra Sofia e sua nonna si sviluppa liberamente tra alti e bassi, pianti e abbracci. Un racconto evocativo e di una delicatezza dolcissima che vi farà affezionare a Sofia e sua nonna quasi fossero parte della vostra famiglia.

Se siete interessati ad acquistarlo potete farlo qui → Amazon

Advertisements