Il Vecchio e il Mare: Un odissea di tre giorni

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce.

Appena iniziata la lettura è già chiara la situazione allo stremo e la completa solitudine di Santiago, il protagonista che è stato costretto a lasciar andare il ragazzo che navigava con lui, a cui tiene molto perché in paese tutti pensano che la sfortuna sia su di lui. Inoltre deve fare i conti con la vecchiaia, inesorabile compagna con cui nonostante la grande capacità di pesca acquisita in una vita bisogna fare ogni giorno i conti.

La storia si svolge in tre giorni, nei quali Santiago decide di spingersi più a largo del solito a pescare qualcosa di grosso, e qualcosa di grosso gli capita davvero, sarà una lotta allo stremo delle forze quella che intraprenderà cercando di pescare un enorme pesce spada, e quello che poi gli costerà cercare di difenderlo.

Una storia che racconta la strenua battaglia di un uomo che, nonostante le difficoltà che la vita gli impone, raccoglie tutta la sua volontà di riemergere vincitore contro una natura meschina e indomabile, che a tratti concede e poi ti toglie tutto. Nonostante lo sconforto alla fine quello che rimane è la forza di continuare ad affrontare ogni giorno con tenacia, un capolavoro che mi ha emozionato dall’inizio alla fine.

A dire il vero Hemingway non mi aveva mai attirato, avendo dato tempo fa uno sguardo ad “Addio alle armi” e “Per chi suona la campana” mi era rimasta l’idea di un autore legato al tema storico e della guerra, cosa che in effetti caratterizza l’autore ma non è un tema che a me abbia mai appassionato, solitamente cerco di schivarlo, fortunatamente questo titolo mi è stato regalato perché è stata una delle mie letture preferite.

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