Nel Segno della Pecora: Cieca ricerca

Senza preamboli inizia questo romanzo, narrato in prima persona dal protagonista che per tutto il tempo rimane senza nome. Delinea in fretta un momento triste della sua vita: fresco di divorzio dalla moglie che lo tradiva con un suo amico, ed alle prese con il funerale di una ragazza che aveva frequentato da ragazzo di cui non ricorda nemmeno il nome. Questa ragazza aveva lasciato un segno abbastanza profondo in lui da spingerlo al suo funerale ma non riesce a ricordarne il nome, è con questa noncuranza che affronta questo momento apparentemente critico di perdite, dopo i trent’anni, un età in cui non vede più speranze.

Il lavoro va bene, è socio in una ditta che fa traduzioni e pubblicità nel settore giornalistico, ma guarda il suo socio arrancare nella dipendenza dall’alcol e si sente bloccato ed inaridito e crede di non aver la possibilità di andare oltre.

La sua vita riceve uno scossone dall’esterno. Una lettera criptica mandata da un vecchio amico che gli avanza dei favori strani senza dare spiegazioni, ed un uomo ben vestito che in rappresentanza di un potere forte gli intima di cancellare una pubblicazione pubblicitaria e di fornirgli ogni informazione riguardo alla foto della quale, che ritrae delle pecore in un pascolo nell’Hokkaido, minacciando di far fallire la loro attività.

Si muove tutto intorno a quella foto, quando si rende conto che da un momento all’altro potrebbe non aver più nulla da perdere trova il coraggio di prendere la situazione per il verso giusto e parte alla ricerca di una delle pecore ritratte in foto.

Il romanzo è molto scorrevole, nonostante proseguendo la lettura la matassa sembra annodarsi sempre di più invece di sciogliersi alla fine i tasselli che devono si uniscono. In questa vicenda il protagonista è accompagnato, talvolta guidato da una ragazza descritta come nulla di speciale, tranne per il fatto che ha delle orecchie meravigliose ed un istinto che rasenta il presagio. Una compagna fatale ed evanescente che si fatica ad inquadrare.

Murakami ha il potere di lasciarmi un vuoto ogni volta che termino una sua opera, ed allo stesso modo ogni volta che non so cosa voglio leggere si palesa come se fosse esattamente quello che stavo cercando. Per questo ho letto Nel Segno della Pecora senza alcuna aspettativa ma con la certezza di abbandonarmi ad un autore che reputo un pilota affidabile.

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