DIVORARE IL CIELO: un viaggio tra le relazioni umane

Ammetto che scrivere questa recensione mi darà dei grattacapi. Non so da dove partire, come presentarvi questo romanzo di Paolo Giordano così forte e intimo. Forse la mia difficoltà sta proprio nell’intimità che le pagine di Divorare il Cielo, ultimo libro dell’autore torinese, mi ha suscitato. Come se avessi sbirciato tra le vite di quattro protagonisti, legati con forza da una corda invisibile. Quattro anime destinate a procedere la loro vita insieme anche se separati, con una forza nei rapporti pari alla dinamite. Pericolosa come la dinamite.

Molti anni prima, la nonna mi aveva detto che non si finisce mai di conoscere qualcuno. […] “Non si finisce mai, Teresa. E a volte sarebbe meglio non iniziare affatto”.

Ci troviamo in Puglia, a Speziale. È estate, Teresa lo sa bene. Ogni anno insieme al padre trascorre i mesi in pausa dalla scuola in campagna, tra le mura della casa di famiglia. Lontana dalla città, Teresa si inselvatichisce di giorno in giorno, annoiandosi tra i raggi del sole, e ogni anno al ritorno a Torino e alla vita di tutti i giorni Speziale ritorna essere un ricordo sbiadito. Ma non quell’estate. L’estate dei suoi quattordici anni.

Li vide per la prima volta al chiaro di luna: Nicola, Tommaso e Bern. Tre figure misteriose, li chiamano “quelli della Masseria”. Teresa ancora non sa che quei ragazzi la accompagneranno per molto, molto tempo. In particolare Bern, che sembra essere un perno attorno il quale le vite di Teresa, Tommaso e Nicola si sviluppano, ingarbugliano, fremono. Cosa può scaturire un legame così potente? Quale direzione può prendere un affetto tanto smodato?

Screenshot_20180928-103341_Instagram

Paolo Giordano ha saputo scrivere una storia potente.

Con grande bravura riesce ad analizzare l’adolescenza e la giovinezza in ogni loro anfratto, piega e aspetto. Ci riporta indietro nel tempo, quando credevamo di poter davvero divorare il cielo, arrivare all’impossibile e superarlo. Il periodo dell’adolescenza ci sembra infinito, di una lentezza garantita in cui tutto diventa possibile e tutto è da sperimentare. Eppure Giordano sa spingersi oltre la giovinezza, raccontando anche ciò che ci aspetta una volta che questa giunge al termine: la disillusione che arriva schiantandosi come un’onda che porta con sé la crudezza dell’età adulta.

Su tutto veleggia un tema molto attuale, il desiderio di ritornare a ciò che è naturale, non contaminato dall’uomo. La vita alla Masseria risulta scollata da quella urbana, scandita dai ritmi del sole e della luna. Bern, che fin da giovane conserva nel cuore la voglia di eguagliare il Barone Rampante di Calvino, matura e si circonda di persone che vengono spinte dal desiderio di ritornare alle origini, producendo tutto a chilometro zero, utilizzando solo energia sostenibile, e via dicendo. L’ho trovato un tema attuale, che viene ben inserito nel romanzo come contesto di sottofondo che plasma le vite dei protagonisti senza però emergere come elemento principale. Ci fa riflettere su dove possono portare gli estremi, di qualsiasi tipologia.

Ma Cosimo non sapeva quello che sapevamo noi: che le piante cresciute al sicuro nei vasi, con le radici lunghe che girano tutto intorno, non si adattano alla terra. Soltanto quelle con le radici libere, estirpate giovani in inverno, ce la fanno. Come noi”.

È un romanzo che si legge con lentezza, una lentezza voluta e doverosa. A ogni pagina ci si sente in dovere di riflettere, ed è come se prendessimo in carico le vicende di Teresa e tutti gli altri personaggi che costellano questo libro. E riusciamo a percepire la crescita di ognuno attraverso lo scorrere delle pagine, come se attraverso esse scorresse anche il tempo. Vediamo come l’uomo crescendo può cambiare inevitabilmente prospettive ed idee, o rimanere ancora più ancorato ad esse. Attraverso la riflessione e la lentezza delle giornate a Speziale, il lettore riesce a percepire la portata e il peso delle emozioni umane, che l’autore ha voluto mettere a nudo, in ogni loro aspetto.

L’ho trovato un romanzo veramente ben scritto e di valore. Una storia d’amicizia e d’amore che ha tanto da dire al lettore, come dicevo con intimità. Ci si sente spogli davanti a Divorare il Cielo, come se parte di noi entrasse nel romanzo e stessimo leggendo le nostre stesse emozioni su carta. È un viaggio che vi consiglio di fare, soprattutto se amate romanzi in cui ci si focalizza sullo sviluppo dei personaggi e sulla loro introspezione e analisi, che Paolo Giordano ha azzeccato pienamente.

Se siete interessati all’acquisto, lo trovate qui –> AMAZON

Advertisements