Ciò che non ci piace leggere

A tutti capita di imbatterci in delle letture che ci deludono, per stile, contenuti o genere, magari semplicemente leggiamo un bel romanzo ma ci infastidiscono i comportamenti del protagonista. Purtroppo è un problema a cui non si può porre rimedio. Per fortuna non c’è rimedio! Non me ne vogliate, non sono masochista, anche a me piace che le mie letture siano tutte gradevoli, nonostante questo è importante quanto inevitabile avere degli incidenti di percorso, proprio per definire ed esplorare i confini dei nostri gusti, ed all’interno dei quali sviluppare un senso critico.

Comincerei con il suddividere i libri in due categorie: quelli che sappiamo essere per genere vicini ai nostri gusti, e quelli invece che sono più distanti dalle nostre letture solite perchè abbiamo avuto già un approccio mal riuscito o perchè non ne abbiamo ancora fatto esperienza.

Sapendo di aggirarci nella nostra comfort-zone forse la delusione è anche maggiore, perchè leggendo la trama o qualche recensione potremmo esserci fatti delle aspettative, che purtroppo sono sempre una pessima compagnia, perchè possono sminuire anche delle belle letture. Ma è importante incontrare qualcosa che pur rispecchiando i nostri gusti ci aiuta a capire che certi stili non fanno per noi, che nonostante tematiche simili i nostri gusti diventano più articolati, ma pure che ci sono libri scritti bene e libri scritti male.

A me è capitato qualche anno fa di leggere “Venuto al Mondo” di Margaret Mazzantini, la trama mi aveva attirato e la copertina era accattivante (si, dò peso anche alla copertina ma è un discorso che adesso non centra). Un pò per colpa degli atteggiamenti della protagonista, un pò perchè è ambientato in una cornice storica di Sarajevo, ed a me il tema storico annoia, sta di fatto che l’ho lasciato a metà. Era un romanzo ben scritto e per metà mi appassionava ma mi è pesato troppo e non l’ho mai finito.

Se invece stiamo sperimentando qualcosa di nuovo già partiamo un pò più pronti, perchè un salto nel vuoto ci trova sempre più circospetti. Sperimentare una lettura diversa dal solito può essere stimolante o molto difficile, ma sono proprio quelle fuori dall’ordinario che ci danno una vista più ampia su ciò che ci appassiona, da una parte amplia la nostra libreria e dall’altra la rende più selettiva.

L’importanza di queste esperienze “fallimentari” sta proprio nell’imparare a scegliere in mezzo alla moltitudine, non solo cosa sappiamo piacerci ma anche in che direzione ci piacerebbe sperimentare, cosa sono le cose che ci incuriosiscono oltre le strade già battute. Io ho imparato a non leggere le trame dei libri, di molte letture che ho amato se avessi dato uno sguardo alla trama non mi ci sarei mai più avvicinato, ascoltare i consigli di qualcuno di cui so di potermi fidare ma soprattutto tenendo sempre a mente di non crearmi aspettative, perchè non sminuiscano un buon libro e per rimanere lucido e giudicare in modo corretto senza esagerare quello che non mi piace, per poter abbandonare una lettura in qualsiasi momento me la senta ma sempre a cuor leggero.

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